La "scacchiatura" o "sfemminellatura" del pomodoro

 

 

"La pianta che ha molti frutti, non li matura tutti!"

 

Proverbio popolare

 

 

 

Oltre alle classiche cure come una giusta annaffiatura, un terreno adatto, la concimazione necessaria ecc., la pianta del pomodoro necessita di alcuni interventi atti a farla sviluppare e crescere al meglio. Parole come “scacchiatura” o “sfemminellatura” potrebbero suonare un po’ scollacciate e canzonatorie alle orecchie di un neofita ortolano, invece sono innocenti e utili operazione colturali. 

I germogli ascellari, detti polloni e conosciuti comunemente con il nome di cacchi o femminelle (da cui il termine scacchiatura o sfemminellatura) vanno rimossi con le dita o con le forbici. Questa semplice operazione, che va ripetuta con una certa regolarità per tutta la vita del pomodoro, serve a mantenere la pianta più vigorosa, ad avere frutti più grandi e sani ed a facilitare la prevenzione delle malattie fungine, dando più aria alla coltura. In genere, si consiglia di effettuare la scacchiatura sulle varietà indeterminate di pomodori, in quanto, senza questo intervento, le piante produrrebbero troppe infiorescenze e i frutti sviluppati sarebbero di minori dimensioni e peggior qualità. Per questo motivo, questo tipo di operazione è molto importante su piante di pomodoro che producono frutti di grandi dimensioni come ad esempio il Cuore di Bue ed in genere le varietà insalatiere. Non è indispensabile su quelle che ne sviluppano di piccole dimensioni, ma è comunque consigliabile al fine prevenire l’insorgenza di malattie fungine. Con la manovra della “scacchiatura” si eviterà la perdita della dominanza apicale e si avrà una pianta dalla crescita ridotta, ma in cambio frutti più grossi, saporiti e sani.

Pianta di pomodoro correttamente legata e scacchiata
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